YOUR GAZE HITS THE SIDE OF MY FACE

Your Gaze Hits the Side of My Face è una performance site specific ideata per la Grande Sala della Niobe: partendo dal mito, ispiratore del celebre gruppo scultoreo, la performance si propone di analizzare i tratti narrativi della vicenda mitica e di ricondurre la dualità in essa contenuta (dualità che contrappone il divino all’umano, l’ambito celeste a quello ctonio) a tematiche contemporanee, attraverso le quali “rivitalizzare” gli antichi capolavori. Due danzatrici contemporanee accompagnate da un musicista (simbolo tanto della tradizione aedica quanto della società, che ancora oggi trova la catarsi nella narrazione di vicende simboliche con esito spesso tragico) guideranno gli spettatori attraverso la messa in scena gestuale/coreutica di questa dualità, vero motore narrativo della vicenda, che, attraverso un continuo susseguirsi di equilibri e disequilibri, si autoalimenta. La conclusione della performance vuole, unitamente alla valorizzazione del gruppo scultoreo, porre dei quesiti di natura assolutamente contemporanea: le statue, ritratte nell’atto di ripararsi dalle frecce di Apollo e Artemide, verranno ora “colpite” da fasci di luce generati da delle torce elettriche impugnate dalle performer, che, dirigendo su di esse gli sguardi degli spettatori, chiederanno loro (come chiaro dal titolo, mutuato dall’opera “Untitled” di Barbara Kruger) “che significato può avere uno sguardo?”. O, citando W.J.T. Mitchell “Che cosa vogliono le immagini [..] se non essere guardate?